Che cos'e' il kenpo il tai chi, il wing chung.

KENPO ken=pugno, po=metodo, è un ideogramma che dal cinese si può tradurre con "boxe", o più in generale con "metodo di combattimento", mentre in giapponese questo termine fa riferimento a forme di lotta originarie della Cina. 

Il Kenpo, dunque, non è uno stile in particolare, ma solo un modo di combattere importato in Giappone. Tutte le versioni da esso derivate, hanno attinto dalle culture locali in cui esso ha attecchito: anche alle Hawaii esistono fiorenti branche del Kenpo.
Sotto il profilo storico, le prime Scuole di Kenpo furono create attorno al XIV o XV secolo ad Okinawa, isola che per la sua collocazione geografica e le derivate ragioni commerciali e militari, fu il crocevia tra la cultura cinese e quella giapponese.
La preoccupazione primaria del Kenpo, in quanto metodo di lotta, è di ottenere un'efficacia che si può definire totale o "integrale", per cui nessuna tecnica viene a priori scartata, indipendentemente dalla provenienza. Proprio per questa ragione il Kenpo si è perfezionato col tempo. I cinesi che giunsero ad Okinawa, infatti, importarono i loro metodi di combattimento tradizionali in un ambito geografico che già ne possedeva di propri. La forzata convivenza tra le etnie cinese e giapponese, contribuì col tempo a creare quell'apertura mentale necessaria al superamento delle barriere culturali ed alla trasmissione del pensiero. In fatto di combattimento, si partì dall'unione delle tecniche locali con gli stili importati dai cinesi, come ad esempio il Tai Chi Chuan, per attingere in seguito anche da tutto ciò che a vario titolo gli abitanti dell'isola avevano imparato all'estero: il Kali filippino, il Ju Jitsu giapponese ...

Nello sviluppo attuale, il Kenpo non è solo una forma di lotta che permette di imporsi in uno scontro fisico. E' anche un metodo che consente di giungere all'equilibrio psicofisico ed alla conservazione di un ottimale stato di salute. Le medesime tecniche, possono danneggiare seriamente un aggressore fino alla sua eliminazione oppure, opportunamente variate di intensità, possono servire a difesa della salute anche dal punto di vista della cura di traumi o malattie specifiche. Una complessa alchimia taoista dell'individuo di cui il Kenpo è allo stesso tempo strumento di vita o di morte.
Le tecniche del Kenpo prevedono l'uso delle diverse "armi naturali" di cui è dotato il corpo: le mani, le dita, i pugni, i polsi, gli avambracci, o quant'altro possa servire allo scopo, senza alcuna limitazione. Inoltre, fanno parte integrante del bagaglio tecnico proiezioni, leve articolari e lotta a terra. 
In particolare, nel Kenpo metodo Asian Kenpo Fighting, le tecniche mirano al raggiungimento dell'efficacia attraverso un utilizzo intelligente ed "esplosivo" di tutto il corpo. 
Tutto ciò si concretizza attraverso un'onda shock che, percorrendo il corpo fino ad una frustata della colonna vertebrale, lo fa scattare unitamente a un repentino rinculo delle anche al momento dell'impatto. 
Così i colpi, contrariamente a quanto avviene generalmente nelle arti di lotta più note, giungono sul bersaglio con il bacino assolutamente non proteso in avanti. Tecnica, questa ( frustata della colonna e rinculo delle anche), che è invece comune a tutti gli sport ( la battuta della pallavolo, il tiro a rete nel football) ove si richieda il massimo della potenza esplosiva. In questo modo si evita l'uso della forza fisica come fattore risolutivo, ed è anche la ragione per la quale è valido il tradizionale assioma che vede il Maestro, veterano e padrone dei movimenti del corpo, aver facilmente ragione dell'allievo giovane e fisicamente forte. Questo sia a lunga, media, corta distanza, in piedi, in ginocchio. Seduti, faccia a faccia, di schiena, con armi e a mani nude, contro uno o più avversari.

Particolare rilevanza, e spazi appositi, riveste poi la pratica con il katana (Kenjutsu, Iaido e Iajutsu), la spada giapponese. Kenshindo, "La Via dello spirito della spada" è un approccio contemporaneo alla pratica della spada giapponese. Kenshindo abita il corpo del praticante ed è (esiste) solo nel continuo divenire del movimento. E', "emozioni in movimento". E' ridare all'individuo il senso del corpo come luogo delle nostre dipendenze e luogo della nostra potenza, come casa del mondo reale attraverso i sensi, come immagine di un mondo possibile attraverso l'agire. La precisione tecnica nell'uso del katana non è speculazione stilistica. E' realismo puro. E', con il raffinarsi dell'immagine di sè che si ha quando si lavora consapevolmente e non per imitazione, soprattutto disposizione spaziale di gesti che uccidono Ovvero consapevolezza di sè e dei propri atti, spirito di decisione, assunzione di responsabilità in ogni nostro agire, anche quando esso pone scelte irrevocabili. E' un fare prossimo al recupero dell'istinto predatorio, dell'istinto di sopravvivenza, dell'aggressività nella sua lettura più coraggiosa ( "ad gredire", andare verso, raggiungere uno scopo) in grado di fare i conti con quanto, sovente, dimora in noi: indecisione e paura, proiezione sull'altro e pure narcisismo e delirio di onnipotenza.

THAI CHI CHUAN , nasce nell'antica Cina dei monaci taoisti e, con questo nome fa le prime apparizioni che si riconoscano con certezza attorno al 17° secolo.

Il Tai Chi Chuan si propone come arte flessibile, suadente, dolce... e letale nello stesso tempo. Simile ad un dragone, il praticante sa muoversi alternando e poi fondendo leggerezza e potenza, sfioramenti lievi e percosse penetranti.
Strettamente collegata alla medicina tradizionale cinese, la sua pratica comporta con lo studio del corpo umano e dei suoi ritmi più segreti, l'acquisizione di uno stato di benessere totale, la comprensione della salute intesa come indissolubile legame con la natura e con le leggi della vita. (Tao). Diffusosi e conosciuto in tutto il mondo nelle sue versioni più degenerate e povere, che ne hanno fatto una semplice ginnastica lenta a cui appiccicare vuoti concetti intellettuali, in realtà il Tai Chi Chuan è un profondo tesoro di sapere guerriero e salutistico, chiave d'ingresso nell'affascinate sfera del Sè e dell'armonia dell'esistenza umana.

La sua pratica, poi, si arricchisce e si completa col Chi Kung "spontaneo", divenendo anche percorso necessario per ogni "viaggiatore" che voglia ri-scoprire di sè e del suo stare al mondo e nelle relazioni: Neijia Kung Fu. Per comprendere il Tai Chi Chuan ed il Chi Kung e praticarli, non serve partire dalla tecnica, ma dallo spirito che li ha partoriti. Uno spirito la cui prima e fondante necessità era la salute: salute, stare bene, prevenendo / vincendo le aggressioni operate:

- da altri, ovvero imparare a difendersi, ad affrontare scontri anche fisici;
- da sè stessi, ovvero confrontarsi con paure, indecisioni, scatti di collera, difficoltù a relazionarsi, ecc. In accordo con quanto sopra, noi che siamo innanzitutto corpo, che ogni momento della nostra giornata facciamo esperienza di noi - corpo, affinchè il corpo sia un capace protagonista di ogni espressione, pratichiamo perchè esso (noi) si liberi da tutto ciò che lo opprime, che ne distorce le potenzialità fisicoemotive.
Perchè tu vuoi vivere in serenità.


Pratichiamo l'Arte di gestire il conflitto, qualunque esso sia ed in qualunque modo esso si manifesti.

Così, impariamo a:

- Stare nell'esperienza (qui ed ora)
- Esercitare un'attenzione vigile e dinamica insieme ( l'arte del cacciatore)
- Apprezzare sorpresa e stupore ( sospendendo il giudizio ed ascoltando)
- Scoprire lo straordinario nell'ordinario (unicità dell'esperienza, abbandono delle abitudini )

WING CHUN nome in origine dato ad una delle sale di allenamento del tempio di Shaolin, ovvero la culla di alcune tra le più famose correnti di boxe cinesi, ha rapidamente fatto la sua diffusione in tutto il mondo. In Italia invece, è da pochi anni che esso si è conquistato di diritto un posto tra le Arti più efficaci nell'autodifesa.

Questo meritatissimo titolo, che ne fa un'arte studiata da body guard ed addetti alla sicurazza, offusca però un'altra caratteristica fondamentale del wing chun, ossia la sua profonda attitudine al lavoro interno, energetico, di scoperta di quella vitalità animale che da un lato ci conduce all'equilibrio ed all'autoeducazione, dall'altro è proprio il sostegno alla sua reale efficacia.

Solo fondendo questi due aspetti, l'efficacia e la capacità introspettiva, il praticante di wing chun potrà percorrere fino in fondo, sino alla conoscenza completa, l'affascinante strada che quest'arte ci offre.

Nella nostra Scuola essa viene affrontata partendo dagli insegnamenti che il M° Yip Man, il più famoso docente di wing chun, trasmise al M° Wong Shun Leung e da questi all'ispanocinofilippino M°Nino Bernardo ed al suo rappresentante per l'Italia M° Franco Regalzi.
Da lì prende le mosse per espandersi come Arte:
- di combattimento totale. Ovvero. riallacciandosi alle probabili origini nel Monastero di Shaolin e tra i monaci guerrieri, il nostro Wing Chun Boxing permette al praticante di sperimentarsi ed esprimersi su tutte le distanze del combattimento in pedi, a terra, a mani nude e con le armi.
- di lavoro profondo su di sè (Neijia Kung Fu). Ovvero, nell'orientarsi nel conflitto esteriore ( il combattimento), il praticante di WCB perfeziona l'orientamento di sè nel suo mondo interiore, poichè proprio da lì sgorgano quegli impulsi che cercano uno sbocco nell'agire, nel relazionarsi agli altri.


Commissione Tecnica