Giugno — Luglio — Agosto — Settembre 08 E sono visi caldi, fortemente espressivi quelli che riaffiorano. Beh, non sempre visi, che di Angela, già modella del grande Newton, ricordo immediatamente lo splendido fisico scultoreo, seni grandi e pelle bianca. E gli occhi color “foglia d'autunno” di Patrizia, la mia “Pirillo”, nuvola nera di capelli “afro”. E gli occhi nocciola di Francesca. E gli occhi persi di Rosemary, una tragedia conficcata nella mia pelle. E gli occhi di velluto ed il sorriso ampio di Donatella, moglie per pochi, troppo pochi anni. Ed il verde degli occhi di Lucia: difficilmente ricordo un corpo altrettanto strepitoso, adagiato sul divano mentre intorno si affollavano i quadri di Fiume, Dova ed altri artisti italiani del '900. E gli occhi scuri che spiccano nel viso bellissimo di Monica, gambe lunghe. Strano, inquietante, il luccichio della lama della mia spada. “Ammazzademoni”, che un demonio orribile da sempre rantola nel mio animo. E così, dopo un taglio esplosivo nelle carni e nelle ossa di una carcassa di animale appesa sotto le nuvole del cielo marchigiano; un taglio che, con la lama di “Ala Bianca”, ha ferito anche me, mostrandomi la vacuità, la fragilità di un equilibrio che ancora non ha fatto i conti (definitivi ?) con il demone; così, dunque, è “Ammazzademoni” che ha un posto d'onore sul mobile “bello” di casa. E' lei che porto al fianco nelle mie esperienze di spada. Il disco, la voce di Enrico Ruggeri, và. La sua voce si espande per casa in questo pomeriggio da “single”, che la famiglia è lontana, mentre un calore tenero, figlio del concerto dei New Trolls di ieri sera e del suo inebriante strascico, mi sale nelle ossa. La mia pratica delle Arti Marziali, la pratica di chi mi accompagna allo Z.N.K.R. Una pratica fatta di emozioni in movimento, espresse attraverso gesti, traslocazioni nello spazio. Dove il primato spetta all'individuo, al praticante, che è lui l'artefice, il “guerriero (colui che sa stare nei conflitti), del proprio percorso: dallo stare / gestire il conflitto, il combattimento, lo scontro fisicoemotivo in pedana, al vivere consapevolmente i micro e macro conflitti della vita quotidiana. Così ci formiamo ( Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera). Così lasciamo alle spalle la razionale e pedissequa obbedienza ad uno stile, ad un modello imposto: stile e ragione sono ottusamente convinti che, fuori dall'immediatamente visibile agli occhi e passivamente copiabile da un corpo (privato delle emozioni, anestetizzato), non esistano altro che fantasmi, illusioni. Come a voler credere che la paura per un pugno in pieno volto, la follia di un taglio di spada, l'ansia per una lama affilata a sfiorarti il collo, l'impotenza urlata nel sentirsi soffocati da uno strangolamento, possano essere negati e la pratica di un'Arte marziale, dunque votata alla morte altrui per la propria di sopravvivenza possa diventare asettica meccanica del movimento, imitazione di gesti codificati da altri o, per alcuni, giocosport alla conquista di una medaglia,o, per altri, isterico scazzottarsi su un qualsiasi palcoscenico o ring o gabbia. “Le emozioni più intense sono collegate alla sicurezza personale e all'autoconservazione. Finchè non si sa coordinare la propria azione mentre si è lanciati in aria, strangolati o bloccati al suolo, non si è ancora raggiunto un controllo completo e adatto ad ogni eventualità”. (M.Feldenkrais: “Judo per cinture nere”) Allora, Ascoltare. Ovvero prendere tempo per permettere alle emozioni di salire dentro di noi, al nostro corpo di esprimerle; Imparare. Ovvero fare immediato uso di quanto si “sente”, sperimentando su di sè, incuriosendosi di sè; Conoscere. Ovvero ri-conoscere, poichè “fare è diventare”; Trasmettere. Ovvero permettere a ciascuno di formarsi. Permettere all'allievo, al compagno di pratica, di ricevere nel modo migliore per lui, più consono alla sua crescita; Cambiare. Ovvero accettare che tutto muta, tutto si trasforma, che “quando qualcosa raggiunge l'apice, muta nel suo opposto”. Trovare la direzione. Ovvero affidarsi al proprio cuore, alla pancia, per comprendere e camminare: “Chi rivolge lo sguardo all'esterno sogna. Chi rivolge lo sguardo all'interno si sveglia” (C.G. Jung) Camminare. Ovvero fare il primo passo e poi i successivi, che nessuno può fare la strada per noi. Lo Z.N.K.R. io, gli allievi ed amici, la mia spada … “Ammazzademoni”, che ognuno di noi sa chi è l'Oni Bucho, il demone capo, che lo tormenta ….. la nostra pratica qui, in una “Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera”.