Dicembre 09 — Gennaio 10

Il primo a sedersi davanti è L, over trenta, la licenza media inferiore e quasi vent’anni a fare il barista e il cameriere. Si presenta con oltre 15 minuti di ritardo e quando io gli dico “Ah, pensavo non venisse più”, mi risponde “Mi sono addormentato sul divano”. Prendo i suoi dati dal curriculum che mi mette sul tavolo poi, all’improvviso, “Io non sono residente a Corsico, ora sto a Cesano”; “Ho cambiato numero di cellulare, non è più questo”. E quando gli chiedo ragione di un curriculum inesatto, dai cui dati, per giunta, sarebbe impossibile rintracciarlo per fargli delle proposte lavorative, mi dice “Beh, avevo questo ”.
Tocca a G, non ancora vent’anni, diploma di maturità, alla ricerca della prima occupazione. Esordisce che tutte le aziende cestinano il suo curriculum; che si è assunti solo per conoscenza; che i professori del suo istituto l’hanno dissuasa dall’intraprendere la carriera per cui si è maturata che tanto non le farebbero fare il suo mestiere. E via di questo passo. Mi ingegno, una domanda dopo l’altra: “Ammettiamo che sia così, lei cosa sta facendo ora per farsi le conoscenze ?” “Come mai lei si fida di quanto le hanno detto i professori invece di andare direttamente negli alberghi a verificare ?”.
Casi isolati, casi sporadici ? Nient’affatto, che la cultura dello scaricabarile e del proiettare sull’altro, per le mie esperienze, pare la regola.
Ho scritto “esperienze” perché anche nella Arti Marziali, per quanto vado scoprendo, è così.
Ma come, anche tra chi pratica il massimo e totale “assumersi la responsabilità” ? La responsabilità di uccidere per non essere uccisi, di affrontare un conflitto. Certamente, anche tra costoro.
Fatevi un giro su:
www.forumartimarziali.com
www.coltelleriacollini. it ( il forum)
E ne leggerete delle belle. Anzi, delle brutte, bruttissime !!
Generalizzare, scaricare sull’altro e proiettare sono i verbi che dominano il senso dello scrivere dei forumiti, moderatori compresi.
Dunque, per estensione, nella loro vita extra AM sarà sempre il capufficio, la moglie, i figli, il vicino che li fa inkazzare, non li capisce, li tratta male; sarà sempre colpa di quello o di quell’altro; qualsiasi cosa o persona sia, sarà sempre fuori da loro.
Azz, sono gli stessi che mi ritroverò, prima o poi, seduti davanti, alla ricerca di un lavoro e mi diranno che è stato quel cretino del cugino a sbagliare a scrivere il curriculum ( ma se il curriculum è il tuo, tu sei stato “cretino” ad affidarlo alla persona sbagliata, tu il “cretino” che non lo hai controllato quando te lo hanno reso !!);
Aiuto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Facile inoltre, anche senza bisogno di leggere i loro scritti sul come praticano, capire che costoro stanno in Dojo, palestra o Kwoon per imparare una materia (Wing Chun, Kenjutsu, Tai Chi Chuan, ecc.), convinti che ciò li porti ad essere, per il solo fatto di imitare dei gesti, individui saggi ed equilibrati, forti combattenti, moderni samurai , ecc. ecc.
Un solo metodo, uguale per tutti: ripetere e ripetere e ripetere, per “sapere” Kenjutsu, Pa Kwa, Wing Chun …..

Era il 1980, o l’81, quando presi a frequentare Donata, la mia futura ( da oltre dieci anni ex) moglie. Ricordo che le prestai un libro da me appena letto: “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig.
Ne ho incontrato or ora una breve citazione:
Quello che è irritante nelle istruzioni di questo tipo è che partono dal presupposto che ci sia un solo modo di montare un barbecue — il loro. E questo presupposto esclude qualsiasi intervento creativo. In realtà di modi ce ne sono cento e quando ti costringono a seguirne uno solo, senza mostrarti il problema complessivo, diventa difficile seguirlo senza fare errori. È un lavoro che si fa senza slancio. Oltretutto, è molto improbabile che il loro modo sia migliore.” Pensiamo per esempio, alla fase generalmente chiamata “riscaldamento”, l’introduzione all’incontro.
Anche nel cambio di vestiario, dal “borghese” alla tenuta della Scuola, l’apertura di un incontro di formazione appare come un “rito preliminare”, di scissione dalla condizione precedente (normale ?) e di introduzione ai “misteri” e,con essi, a stati di coscienza espansa.
Il riscaldamento accorda il circuito percettivo – motorio (che gravita abitualmente intorno all’asse visivo – verbale) con il canale sensoriale cinestesico – propriocettivo, a partire dal quale mutano, di conseguenza, anche le rappresentazioni del corpo – visto e del corpo – parlato (l’immagine che ho di me “corpo”)
Evidentemente, il riscaldamento ha una funzione psicologica, svolge un ruolo olistico : suggerire l’investimento soggettivo del movimento. Dunque, limitarsi a considerazioni puramente meccaniche, fisiche, non coglie né le conseguenze diverse / inevitabili di ogni tipo di riscaldamento ( presenti, seppur non consapevolmente, anche nel più rozzo riscaldamento ginnico), né, tantomeno, le grandi opportunità di trasformazione che esso comporta quando se ne faccia un uso mirato ed onnicomprensivo.
L’apertura dell’incontro, intervenendo sul corpo, sul fisicoemotivo, altera lo stato psicologico / olistico dei praticanti. Essa agevola il passaggio:
dallo stato di coscienza ordinario a stati di coscienza espansa;
dal linguaggio verbale al linguaggio non verbale;
dal pensiero logico – analitico ( emisfero cerebrale sx) al pensiero analogico e associativo (emisfero cerebrale dx);
dall’ abituale assetto difensivo ( mi muovo / opero sul terreno che conosco) a una predisposizione alla libera circolazione delle emozioni;
dall’orientamento concreto – operativo ad un orientamento immaginativo, creativo.
Da un punto di vista psicomotorio, negli stati di coscienza espansa ci allontaniamo con facilità dagli schemi di movimento abituale e, in presenza di proposte motorie adeguate, sollecitiamo schemi motori primitivi, arcaici e con essi disposizioni al selvatico, all’istinto predatorio e cacciatore: siamo o non siamo guerrieri in formazione marziale ( il confliggere) ?
Il “riscaldamento” da noi, allo Z.N.K.R. è tutto questo ? Sì.
Dunque, ambiente / contesto, modi di formarsi, assunzione di responsabilità individuale e collettiva ( noi gruppo, noi Scuola), contestualizzazione di ogni esperienza, …. quanto di ben lontano da L. da G e dai forumiti che leggo !!
Stop. Riprendo la mia occupazione di accogliere, orientare, pre selezionare al lavoro. Sto aspettando C. Nell’incontro precedente già mi disse che il lavoro non lo trovava perchè …..
“L’insegnamento è innanzitutto la trasmissione di un’esperienza personale”. ( V. Crippa & F. Accorsi)